UNITI DIVISI O DIVISI UNITI?



La spartizione del mondo in aree di influenza dopo la seconda guerra mondiale, fatta dalle potenze vincitrici, alleate ai soli fini bellici ma nella realtà già ostili durante le conferenze che accompagnarono lo svolgimento politico e militare del conflitto, portò ad un dualismo est-ovest che non pochi mal di pancia causò ai politici dell’epoca e che spesso mise in pericolo l’ordine mondiale costituito.

La diversa visione politica ed economica dei due blocchi, capitalista e comunista, era sufficiente per guardarsi in cagnesco dalla cortina di ferro ma non per interrompere quelli che comunque sono movimenti che non possono non esistere tra abitanti di uno stesso pianeta. E quindi, se ufficialmente si minacciava una guerra nucleare con testate in Turchia, in Italia o a Cuba, in realtà si continuava a esercitare in qualche modo manovre politiche ed economiche che non potevano essere interrotte ed erano volte a mantenere lo status quo che si era delineato a Yalta. Il blocco occidentale e quello sovietico di fatto operavano la distensione intessendo fitte trame di rapporti economici; le principali banche dell'area liberalcapitalista, soprattutto quelle di Morgan e Rockefeller, avevano proprie filiali nei paesi socialcomunisti, ma anche le banche dell'area socialcomunista avevano filiali nei paesi liberalcapitalisti ed i governi del sistema socialcomunista affittavano i loro lavoratori, a basso salario e senza diritto di sciopero, alle multinazionali del sistema liberalcapitalista la cui economia sorreggeva quella socialcomunista con un flusso continuo di credito agevolato.

I Paesi alleati, uniti nella NATO in funzione antisovietica, non erano tutti uguali e non lo era l’Italia più degli altri, considerata ancora oggi dagli Alleati un Paese sconfitto e quindi a sovranità limitata sotto la propria egida.

Le elitès economico-finanziarie dei Paesi del blocco occidentale risultano essere state estremamente solidali sin dai primi anni Cinquanta per arrivare poi a sostenere, nei successivi anni Settanta, la distensione tra i blocchi in previsione della costruenda globalizzazione, che metteva definitivamente in luce l’evoluzione del capitalismo nella sua fase di maturazione, già indicata da K.Marx nella finanziarizzazione del capitale fine a stesso che oggi governa i nostri destini.

A guardar bene, gli alleati della seconda guerra mondiale, Urss inclusa, che non erano poi tanto alleati all’epoca quando si facevano molti sgambetti in preparazione della guerra fredda, risultano essere invece molto più alleati e cooperanti, durante la guerra fredda in previsione della globalizzazione. Ecco come si determinano i destini del mondo.

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