• Antonio De Bonis

5G, smart working, Covid-19 e la nuova organizzazione degli studi professionali.

La pandemia da covid-19 ha innescato un trend irreversibile e straordinario di cambiamenti accelerando esponenzialmente la digitalizzazione dell’organizzazione sociale mondiale.


Si è avviato nel 2020 un processo di vorticosa accelerazione di dinamiche e trend già analizzati ma divenuti irreversibili.


Il distanziamento sociale forzato, a causa delle contingenti esigenze sanitarie, era già da tempo prefigurato quale naturale ed imminente modalità operativa connessa allo sviluppo tecnologico in particolare dell’Intelligenza Artificiale e della messa in opera della tecnologia 5G.


Se il 2020 è stato l’anno di accelerazione di questo processo, il 2021 sarà l’anno cruciale per la messa in opera dei necessari adattamenti strutturali a tale processo.


La velocità di connessione del 5G consente di essere connessi ovunque e con chiunque: immaterialità della IA, e lavoro flessibile.


Questi due elementi sono sufficienti per aprire una riflessione sulla nuova organizzazione di una qualsiasi attività professionale ed imprenditoriale che finiranno per fondersi sempre più in una nuova realtà in ragione dell’annullamento dei tempi di risposta alle specifiche esigenze dei clienti e del mercato.


Un’azienda vuole già oggi risposte immediate e sceglierà il professionista in grado di fornirle a parità di competenze. l’IA è in grado di svolgere ricerche in tempo reale (con l’ausilio del 5G) che non saranno più demandate a collaboratori di studio se non per compiti organizzativi.


Lo studio professionale nel 2021 deve porre le basi per organizzarsi in impresa aziendale adattandosi alle richieste del mercato che saranno il frutto del processo di digitalizzazione innescatosi nel 2020.


La concorrenza, oltre che sul valore della persona, sarà basata sul tempo di risposta al cliente dettato dalla diversa e nuova organizzazione di studio adeguata ai tempi nuovi.


Software, applicazioni e ambiente digitale, saranno gli strumenti che dovranno essere organizzati per valorizzare il fattore umano a disposizione. Quest’ultimo dovrà, anch’esso rispondere a nuove esigenze e quindi avere le connesse nuove ed adeguate caratteristiche.


Il fattore umano sarà ancora determinante; la competenza deve sposarsi alla capacità di risposta e quest’ultima deve essere fondata sulle nuove procedure di organizzazione del lavoro.


I dati e le informazioni rappresentano l’elemento catalizzatore di questo imminente scenario; il rispettivo trattamento non prescinde dalla relativa organizzazione e messa in sicurezza.


In tale quadro i processi di dematerializzazione e delocalizzazione, già irreversibili, hanno assunto un ruolo vitale per qualsivoglia attività a valore aggiunto.




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